
Prosta a favore di una comunità più sicura
Il VOLONTARIATO, motore della città
La comunità montana, presente in molte regioni Italiane è costituita da comuni parzialmente montanari, ha un organo rappresentativoe un organo esecutivo costituito da Sindaci, Assessori o consiglieri di comuni partecipanti. Spetta alla comunità montana le funzioni attribuite dalla legge e degli interventi per la montagna stabilita dalla Unione Europea delle leggi statali e regionali. Inoltre la comunità montana adotta piani pluriennali di opere ed interventi, in campo socioeconomico stabilisce lo sviluppo che viene approvato dalla Provincia.
Gestire un territorio vasto, disposto in vari comuni distanti fra loro, con varie problematiche non è assolutamente semplice. Nonostante le differenze nel territorio, fra comune e comune, il problema sociale e sanitario è simile, e in questa direzione possiamo dare una risposta decisa e importante. Ricordiamoci che chi abita in montagna, non ha i privilegi di avere un ospedale a portata di mano.
1. proponiamo una Guardia medica stabile.
Nei centri di primo soccorso come Bobbio, è presente la Guardia media locale. Il problema di questa struttura è che i medici della guardia medica continuano a cambiare e questo porta una scarsa conoscenza del territorio. Conoscere poco il territorio significa arrivare con notevole ritardo nel luogo di appartenenza dell’ammalato, con conseguenze che potrebbero essere addirittura fatali. In questa direzione, lo Stato dovrebbe modificare i propri regolamenti, costituendo una Guardia medica di ruolo, fissa nel posto.
2. proponiamo un centro di primo soccorso
Capita che spesso ci si ferisce mentre si lavora nei boschi, o una caduta accidentale, o altre situazioni che richiedono un tempestivo intervento da parte dei soccorritori. Il soggetto che necessita di cure, o chiama il 118, o cerca di recarsi nel pronto soccorso più vicino. Spesso parliamo di km di distanza, che prolungano non solo l’agonia del malato, ma tardano la cura dello stesso. La nostra proposta è di istituire un centro di primo soccorso, in tutti i comuni, per sopperire a queste carenze, per dare una cura immediata al malato. Un esempio è dare punti di sutura ad un paziente che si è tagliato accidentalmente, oppure restare le prime cure pediatriche per i bambini.
3. Assistenza sociale continuativa
In quei casi dove si riscontra che la famiglia è impossibilitata ad uscire di csi, vuoi perché anziani, vuoi perché malati, l’assistenza sociale deve sopperire alle necessità della famiglia stessa, promuovendo un programma di verifica e controllo del malato e dell’anziano. Deve altresì provvedere a interventi notturni, attualmente inesistenti, in quanto la vita non si ferma con le 8 ore giornaliere. Proponiamo l’adozione di un associazione di volontariato ai fini di migliorare la situazione sociale degli abitanti.
4. Tavolo di mediazione
Nella gestione della Provincia di Piacenza verso la Comunità montana, composto da 5 elementi, proponiamo di aggiungere un 6 elemento, proveniente dalla comunità montana con potere decisionale. Questa proposta nasce dall’esigenza di fornire una persona CONOSCENTE DEL TERRITORIO, che può contribuire a formulare meglio le problematiche del territorio stesso.
5. Migliorare la visita specialistica
Il medico programma la sua ADP (assistenza domiciliare protetta), dove imposta il suo itinerario giornaliero. La nostra proposta vuole potenziare l’ADP, permettendo ai medici di poter curare, visitare anche quelle categorie considerate fragili. Mentre il medico effettua le visite domiciliare, può prestare, se professionalmente preparato, anche visite specialistiche,. Ad esempio un non vedente non può richiedere la visita specialistica a casa, se permettiamo ai ADP di introdurre questo tipo di visita, possiamo sopperire a questa lacuna.
6. Assistenza post-operatoria
Proponiamo di seguire il decorso dell’intervento, con visite periodiche per l’accertamento dei parametri di salute del paziente. Non possiamo pensare che un paziente venga dimesso e abbandonato a se stesso “ torni fra 1 mese per il controllo!”. Il paziente viene lasciato solo, non può rispondere alla domande che sicuramente si pone, come “oggi è diventato scuro l’ematoma”, “perché ho la nausea”, ecc.
7.Regolarizzare il fenomeno delle badanti
Le badanti stanno assumendo un ruolo molto importante e rilevante nella nostra società. Esse fanno da tramite fra l’anziano e il resto della famiglia, della società. Questo accade soprattutto nei luoghi montani, dove si è più isolati; spesso le badanti si trovano a rispondere a delle situazioni di emergenza immediate. La nostra proposta è di fornire all'anziano una figura professionale che non sia solo di compagnia, ma che possa aiutarlo nell'eventualità di emergenze, questo è possibile formando le badanti, come le collaboratrici familiari, obbligandole a prendere il diploma specialistico di OSS, al fine di sostenere le emergenze.
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