
Se ci fosse un dialogo fra opposizione e maggioranza?
Credo che il tema sociale, sia una delle frasi più ripetute al mondo, ma ahime, mai ascoltata.
Ho un giudizio pesante a riguardo, proprio perchè vedo traghettare nei programmi che si suggegguono sempre le stesse frasi, e difficilmente ne vedo l'operato. La chiave che identifica la scarsa razzionalità a rigurado delle tematiche sociali è spesso riposta nelle contrapposizioni politiche.
Oggi vediamo una politica di bandiera, tanto più forte e convincente, ma mai coerente con i problemi quotidiani, sempre pronti a negare cio che l'altro propone. Talvolta ripercorro la nostra storia, che parte da un medioevo dove le differenze le faceva la società, chi aveva un nome nobiliare rimaneva potente nei secoli. A nulla sembra valso il sacrificio di tanti per cercare di deligittimare queste differenze, per cercare di equiparare il ricco con il povero.
A dire il vero, sembra che oggi il povero sia ancora più povero mentre il ricco si arrichisce sepre più . Ma se la politica deve essere democratica, e cioè uguale per tutti, perchè le problematiche sociali vengono emarginate e lasciate come ultimo caso da utilizzare in campagna elettorale? Perchè oggi siamo scarsi in alloggi, nidi, assitenza ecc.?
E poi ci chiediamo come mai molte persone si distaccano dalla politica. Ma è proprio la politica che deve sopperire a queste differenze sociali, l'impegno deve essere forte e costante, con un dialogo aperto a tutte le forze politiche. Le discussioni in merito alle problematiche sociali dovrebbero avere la precedenza rispetto a rondò o palazzi. Apriamo le porte ai cittadini, ascoltiamoli, sono loro che possono suggerire le migliorie da attuare per un beneficio pubblico.
Un esempio di mancato ascolto credo lo possiamo trovare quando furono spostate le bancherelle degli alimentari dai chiostri del Duomo, senza ascoltare la loro protesta si è scesi in piazza con le autorità per fare effettuare l'ordinanza. Sicuramente non è semplice governare una città, una provincia, una regione, auspico un dialogo diverso fra opposizione e maggioranza, e un rinnovato ascolto,per il bene dei cittadini.
Nell'accogliere il premio S. Martino il compianto Vescovo Mons. Vincenzo Savio pronunciò un breve ma importante intervento dal quale sono tratte le seguenti parole:
"Non sono fautore dell'unanimismo: ma nel rispetto delle diverse visioni e sensibilità proprie dell'appartenenza a partiti diversi, è bello ricordare che nell'ambito amministrativo di una città, forte deve essere la coscienza che siete espressione di tutti. È il primato del benessere di tutta la nostra gente la legge suprema. Prima, molto prima, di effimeri o parziali trionfi di parte." |