
Luca ALBIERI mi ha concesso di pubblicare un suo scritto sull'esperienza che ha fatto quest'estate al ritiro con la FUCI.
E’ da oltre settant’anni che la Federazione degli Universitari Cattolici si riunisce per una settimana estiva presso il monastero di Camaldoli (Arezzo).
Scettico all’inizio (una scelta certamente singolare quella di trascorrere sette giorni in un contesto monastico) ho accettato questa esperienza.
Il luogo, situato ad ottocento metri, offre un clima di vera tranquillità e riflessione. Al di là delle lodi, ore medie, vespri e Messe, il tema della Settimana Teologica (1-8 agosto) era: “C’è ancora spazio per l’Etica nell’economia”?
Il contenuto delle lezioni, tenute da due docenti universitari, erano incentrate fortemente su temi filosofici e seppur io non abbia questa formazione, ho potuto apprezzare la saggezza di questa dottrina.
Oltre ad alcuni filosofi e pensatori dell’economia moderna, ho trovato interessante nelle varie trattazioni, “il senso del limite” assai attuale in quanto latitante nella società e nei settori del mercato finanziario; il limite, che si combina perfettamente con il rapporto tra uomo e denaro.
Quale bene, infatti, può essere accumulato all’infinito senza che esso si deteriori con il tempo? Il denaro!
Da questo possiamo capire la causa della crisi economica che ha lasciato le sue “vittime” in tutto l’Occidente. Condurre stili di vita sregolati, egoistici, al di sopra delle proprie possibilità e le conseguenti speculazioni finanziarie hanno fatto scoppiare un sistema marcio nelle sue fondamenta culturali. Il “senso del limite”, alimentato dall’etica e dalla morale insita nell’uomo, permette un rapporto solidale con gli altri individui, finalizzato alla reciproca crescita (magari rinunciando a qualcosa in più per se stessi). Si perde il concetto di limite quando il mezzo, per raggiungere uno scopo si inverte, diventando il fine.
Cosa intendiamo però per ricchezza, ma soprattutto quale è la vera ricchezza per l’uomo? Non è altro che l’unione dei beni veramente necessari, utili all’individuo e a tutta la comunità. I beni, seppur importanti sono effimeri, fuggevoli e su di essi non possiamo costruire la nostra persona, ma questo non è un invito al pauperismo bensì al realismo!
Ecco la vera essenza delle Settimane Teologiche, stimolare spirito e mente, in modo che dai testi sacri e filosofici il popolo cristiano sappia trarre validi insegnamenti e seguire una retta via nell’era del relativismo. |